NON SI FERMA IL GENOCIDIO DI ISRAELE AI DANNI DEI PALESTINESI. GOVERNO MELONI E STAMPA SEMPRE PIU’ COMPLICI DI NETANYAHU

0comments 7 mins read
NON SI FERMA IL GENOCIDIO DI ISRAELE AI DANNI DEI PALESTINESI. GOVERNO MELONI E STAMPA SEMPRE PIU’ COMPLICI DI NETANYAHU

LUCIANO GRAZIUSO

L’ennesimo, vile, attacco terroristico israeliano su Rafah, definito come sempre semplicemente “raid” dalla grande maggioranza dei nostri giornalisti, ha causato finora almeno 45 morti, tra cui moltissime donne e bambini; l’ “operazione”, altro termine usato in modo assolutamente inappropriato dal mainstream, è stata portata a termine dall’esercito di Netanyahu nonostante l’ordine della Corte Internazionale di Giustizia di cessare ogni intervento militare. In tutto questo, la premier Meloni, madre e cristiana, naturalmente non ha nulla da dire ed anzi il nostro Paese di recente si è nuovamente astenuto in occasione del voto su una Risoluzione ONU che prevedeva l’ingresso della Palestina nelle Nazioni Unite.

Nel frattempo non solo in Italia, ma anche negli USA ed in tanti stati europei, la stragrande maggioranza della gente ha aperto gli occhi di fronte ai continui orrori perpetrati dallo stato ebraico ed ormai sostiene sempre più convintamente il martoriato popolo palestinese contro l’invasore israeliano; nonostante ciò, proprio in questi Paesi che si definiscono democratici, assistiamo al paradosso per cui poche centinaia di individui prendono decisioni e agiscono contro il volere di milioni di persone, non facendo assolutamente nulla per scongiurare o addirittura agevolando (con l’invio di armi,vedi Italia ed USA, per esempio) la pulizia etnica messa in atto da Netanyahu. Sempre nel pieno rispetto dei valori democratici che si vantano tanto di seguire, i leader di queste nazioni reprimono, molto spesso anche nel sangue, ogni forma di dissenso portata avanti nei loro confronti.E’ in particolare vergognoso il trattamento che stanno subendo in giro per il mondo gli studenti universitari e liceali, alcuni dei quali addirittura minorenni, sol perché hanno capito da che parte stare e cercano in tutti i modi di bloccare degli atroci massacri. Cominciando dal nostro Paese, è stato veramente triste in particolare osservare i fatti di Pisa, dove 17 studenti, di cui 11 minorenni, che stavano manifestando in modo del tutto pacifico coi propri professori, sono stati brutalmente ed immotivatamente manganellati (diversi dei quali anche in testa) da alcuni agenti di polizia. Ancor più deprimente è stato l’osservare le facce di alcuni agenti mentre compivano il proprio “lavoro”, nelle quali non si poteva fare a meno di notare la grande soddisfazione che stavano provando in quei momenti. Addirittura il ministro dell’Interno Piantedosi, di solito sempre dalla parte delle forze dell’ordine, in questa occasione ha dovuto ammettere che la visione del video lo ha “turbato” e che “caricare ragazzi minorenni è una sconfitta”. Altrettanto grave ciò che è avvenuto il 25 aprile a Roma in occasione della Festa della Liberazione, dove sono entrati in contatto il corteo pro-Palestina con quello della Brigata ebraica; ebbene, quest’ultimo ha fatto partire un fitto lancio di oggetti, nonché di bombe carta, all’indirizzo dei “rivali”, ma in questa circostanza il cordone di polizia che si trovava tra le due opposte fazioni non è per niente intervenuto: due pesi e due misure.

La situazione non appare migliore se si guarda cosa sta accadendo negli Stati Uniti, dove migliaia di studenti nei campus universitari vengono arrestati e maltrattati dalla polizia per “colpa” della loro posizione contraria alle stragi che avvengono in Palestina. Addirittura alla Columbia University essi hanno dovuto anche subire un violentissimo attacco messo in atto da attivisti pro-Israele, durante il quale gli agenti presenti, invece di intervenire in loro difesa, non hanno mosso un dito e in alcune fasi degli scontri si sono pure schierati dalla parte degli assalitori.Tutto ciò accade anche perché la gente comune non è adeguatamente e veritieramente informata sugli avvenimenti di carattere “politico” o comunque “pericoloso” per il potere e si sa che, se non c’è informazione, specialmente di qualità, non si può formare un’opinione pubblica adeguata alle circostanze storiche e dunque non si può nemmeno sperare di avere un’opposizione efficace da parte dei cittadini alle malefatte dei gruppi di potere e delle elites che hanno tutto l’interesse a mantenere le “masse”, il popolo, nella completa ignoranza di quello che essi sono capaci di fare. Il problema si pone prepotentemente soprattutto dal 2016 in poi, negli ultimi anni in maniera più che impellente, data la gravità delle cose che accadono, della letargia delle moltitudini e dell’opera di manipolazione sfacciata che il mainstream opera senza pudore alcuno. Un valido esempio di questa continua contraffazione mediatica che subiscono in continuazione le persone ce lo fornisce Tgcom24 con un video postato su Youtube il 27 maggio scorso, che descrive sia il lancio di razzi partiti da Rafah e diretti a Tel Aviv che l’uccisione da parte di Israele di 40 civili nella già citata città palestinese, il cui titolo è: “Razzi da Rafah hanno colpito l’area di Tel Aviv: almeno 40 vittime”. Ebbene, solo coloro che avranno tempo e voglia di approfondire l’argomento e che guarderanno il contenuto fino alla fine scopriranno che i razzi partiti da Rafah non hanno causato nessun danno né tantomeno nessuna vittima, in quanto sono stati tutti prontamente intercettati, e che le 40 uccisioni sono invece opera dell’esercito israeliano; chi invece, per un motivo o per l’altro, avrà letto solo il titolo, avrà spento il computer convinto del fatto che siano stati i palestinesi a compiere questo eccidio, e magari giustificherà, completamente o almeno in parte, la folle politica guerrafondaia di Netanyahu. E questo è solo uno degli innumerevoli esempi che si potrebbero fare.

La censura è un problema, sicuramente, soprattutto italiano, ma anche gli altri Paesi membri dell’UE non navigano di certo in buone acque. A partire dal 2016 infatti la Commissione Europea, con il pretesto di contrastare le “fake news”, ha stretto sempre più il cappio al collo anche nei confronti dei grandi social network (Facebook, Youtube, Instagram ecc). Sempre più spesso, infatti, comuni cittadini e non, si vedono rimuovere propri post da tali piattaforme; la cosa grave è che buona parte delle volte questi contenuti vengono cancellati non perché dicano falsità, ma a causa del fatto che diffondono notizie non conformi al cosiddetto “pensiero unico” occidentale, e/o che ai nostri leader, politici ecc. danno fastidio. E’ così che a volte vengono eliminati da Facebook o da Youtube dei video che mostrano, per esempio, cadaveri palestinesi, oppure alcuni agenti che manganellano veementemente in testa studenti e manifestanti, con la falsa motivazione che si tratta di “scene violente” quando vengono invece tollerati sui suddetti siti contenuti che mostrano rapine, accoltellamenti e perfino uccisioni in diretta. Anche per ciò che riguarda i post che “istigano all’odio” il metodo utilizzato per applicare o meno la censura è assai discutibile: quelli che, ad esempio, offendono gli ucraini vengono sempre eliminati appena sono “beccati” dall’algoritmo, ma quasi mai avviene altrettanto quando a essere insultati sono i russi; il direttore della Comunicazione di Meta, la società che possiede Instagram e Facebook, nel marzo del 2022 ha addirittura affermato che i suoi social avrebbero permesso di “insultare, esprimere propositi di morte o offendere militari e leader politici russi” ed ha promesso indulgenza per quanto riguarda “minacce e forme di espressione politica che normalmente violerebbero le regole sul discorso violento”.Uscendo dal discorso del controllo applicato sui social, bisogna citare anche il gravissimo fatto che Israele abbia oscurato Al Jazeera nel proprio territorio, e che la Commissione Europea abbia chiuso le versioni nelle lingue più parlate nel vecchio Continente (inglese, tedesco, italiano ecc) di importanti testate giornalistiche quali Sputnik ed RT; l’obiettivo è ovviamente quello di impedire il più possibile che i propri cittadini riescano ad entrare in contatto con fonti di informazione alternative al mainstream occidentale. Limitando il più possibile queste “contaminazioni”, infatti, si riduce enormemente la pluralità di informazione e si può tenere “sotto controllo” la maggior parte delle persone, potendo più facilmente propinare loro una visione completamente distorta della storia, dove non si parla più del bombardamento della NATO in Serbia, spariscono come per magia gli 8 anni di guerra in Donbass che hanno causato l’attacco della Russia all’ Ucraina, scompaiono le tracce delle varie guerre in Siria, Afghanistan, Iraq ecc o, parlando di cose più recenti, si attribuisce al solo Hamas la responsabilità per i 36.000 morti e gli oltre 80.000 feriti in Palestina dal 7 ottobre scorso ad oggi; se qualche notizia “alternativa” dovesse poi riuscire a sfondare la “cortina di ferro”, magari tramite un social network, la si cancella e/o la si bolla come “fake” ed il gioco è fatto.Sempre più gente per fortuna sta aprendo gli occhi, ma se non si interviene a monte per smantellare tutto questo sistema di disinformazione, difficilmente si potranno ottenere dei grandi risultati.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere contenuti fantastici nella tua casella di posta, ogni mese.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere contenuti fantastici nella tua casella di posta, ogni mese.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

2 thoughts on “NON SI FERMA IL GENOCIDIO DI ISRAELE AI DANNI DEI PALESTINESI. GOVERNO MELONI E STAMPA SEMPRE PIU’ COMPLICI DI NETANYAHU

  1. eccezionale articolo tratta e comprende la complessita di ciò che sta succedendo nel mondo. Complimenti a Luciano Graziuso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *